Campania Music

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Metamorfosi – La luce del cambiamento: esce il nuovo singolo Light


Terzo estratto dall’album Chrysalis della band laziale, un piccolo elogio indie pop a tutte quelle cose in grado di portarci oltre la superficie.

Genere: indie/rock

Etichetta: Mauna Loa

Distribuzione digitale: Believe

Immagina di trovarti in una caverna buia dove il tuo unico punto di riferimento è un piccolo spiraglio di luce, ecco quella è Light.

Light è un piccolo elogio a tutte quelle cose in grado di portarci oltre la superficie. Il mondo corre e si rincorre senza una meta precisa e invece abbiamo bisogno di fermarci a cogliere le sfumature, ascoltare la nostra anima, cercare la nostra meta, la nostra “Light”.

La melodia di questo brano, come racconta la band, è nata tempo fa giocando attorno al tema di Blue In Green di Miles Davis e Bill Evans. In fase di arrangiamento poi v’era il desiderio di trovare qualcosa che spezzasse il mood del resto del disco in registrazione.

Volevamo un groove sostenuto e un riff sbilenco, un qualcosa di più cattivo che ci ricordasse i Muse. Alla fine è venuto fuori un pezzo schietto e diretto che si distacca dagli altri brani del disco ma che incarna allo stesso tempo tutte le sfaccettature e gli eclettismi che la critica ci ha riconosciuto anche negli ultimi mesi. Ancora una volta la voglia di avvicinare mondi che sembrano lontani.

In questi tempi in cui si vive tutto in diretta live, tutto viene postato, si entra gli uni nelle realtà degli altri, le Metamorfosi hanno deciso di fare un video in cui il set potesse essere la loro di realtà. E quale realtà migliore di una metropoli come Londra per raffigurare le gabbie contemporanee nelle quali siamo tutti un po’ rinchiusi.

Abbiamo girato il nostro video con una stecca selfie e alla metà del tempo perché il mondo corre ma noi no. La scenografia che ci ha regalato Londra e le sue persone è unica ed irripetibile in ogni scena e l’abbiamo trovata perfetta per questo pezzo. Qualcuno si è fatto qualche domanda vedendoci con chitarre e bacchette in mezzo alle strade trafficate e di certo ci siamo beccati le occhiatacce della polizia.”

Credits

Low-fi production, selfie stick, iphone 5

Regia: Metamorfosi

Montaggio video: Antonio Zannone

Chrysalis https://open.spotify.com/album/07jiIbryFhoha0hQ4E5rwN

L’ultimo disco Chrysalis, come suggerisce il nome, segna per la band un passaggio, un’ulteriore metamorfosi, forse quella finale, chissà. “È un lavoro che sentiamo cucito addosso e che ci racconta in una fase di cambiamento radicale.” – afferma il gruppo laziale – “Un disco in cui ci siamo esplorati, spogliati e messi alla prova. Lo consideriamo fondamentale perché è l’inizio dell’esperienza internazionale e perché ci sta stimolando a farne un altro.”

Presto il trio cambierà nome e assumerà nuova forma. “Stiamo esplorando nuovi paesaggi sonori e pensiamo già al nostro nuovo album… Stavolta suonato completamente in trio, più minimale, più diretto e con più elettronica.”

Bio: Metamorfosi come mutamento inteso, come trasformazione in altra natura. A giudicare dalla storia del gruppo traspare come sia stato il nome a sceglierli, e non il contrario: un intrecciarsi e combinarsi di personalità artistiche e sensibilità diverse, un avvicendarsi di estro e individualità, ognuna delle quali ha contribuito, in modo diverso, alla maturazione della band, tuttora in divenire. Dal 2005 al 2010 il progetto vive una prima fase embrionale in cui la personalità dei giovani musicisti e la formazione stessa prenderà forma. Lavorano ai primi inediti e da subito si confrontano in contesti importanti in tutta Italia, tra cui ItaliaWave, Music Village, BolognaMusic Fest, Sanremo Rock Festival, Rock Targato Italia, la partecipazione a Salaprove di RockTv. Nel 2010 scrivono il primo album con l’ingresso di Sarah D’Arienzo alla voce che costituirà il tassello della band fino ad allora mancante. Vincono il Caserta Rock Festival, vengono invitati da G. Fasano al Festival Arte dell’Incontro di Trento. Nel 2011 sono finalisti del Festival Pub Italia. Nel 2012 pubblicano Chimica Ormonale, album interamente auto-prodotto, e contemporaneamente presentano l’omonimo singolo/videoclip ufficiale trasmesso anche su Italia 2 nella rubrica 16mm, vengono intervistati dal TgRegione Rai 3 per la rubrica Talenti vulcanici e sono ospiti dell’antico Teatro napoletano Trianon. Nel 2013 intraprendono l’avventura dell’1M Festival che li inserirà tra 700 gruppi in tutta Italia e li porterà sul palco del 1° Maggio a Roma trasmesso sulle reti Rai. Nel 2014 pubblicano il secondo singolo/videoclip Nuda e nel dicembre il singolo/videoclip autoprodotto Profondo. Nell’estate 2015 aprono il concerto di Max Gazzè nel suo “Coast To Coast Tour” e quello di Carmen Consoli nel “Meeting del Mare”; vincono il 1° premio dell’Ugo Calise Festival ad Ischia (NA) e il LazioWave, durante il quale aprono ai Marlene Kuntz. Sono ospiti delle rassegne “La Fabbrica Dei Mostri” a Oratino (CB), il Festival dei Teatri del Mediterraneo (LT), e “Rock Sotto Il Castello” di Maenza (LT). Nell’ottobre 2015 partecipano alle selezioni per Sanremo – Giovani Proposte, con il brano “Essenza (un gioco semplice)” e vengono inseriti nei 60 semifinalisti tra oltre 600 proposte in tutta Italia. Nel dicembre 2015 le Metamorfosi pubblicano il videoclip di “The Moon is Kiddin’ Me”, prima anticipazione dal nuovo album Chrysalis uscito il 12 febbraio 2016 volto all’esplorazione di nuove sonorità immerse in territori più ampi e lontani, per la prima volta in lingua inglese.

Nel 2016 la band apre ai concerti di Riccardo Sinigallia e Zibba, rispettivamente il 2 aprile e il 6 settembre @ Freedom Lounge Bar di Coreno Ausonio (FR), e a luglio/agosto è protagonista di un tour londinese che ha toccato il St.Moritz, il Fiddler’s Elbow, il Nambucca, il CrossFest e l’Alley Cat.

Contatti

www.facebook.com/lemetamorfosi

www.metamorfosiband.com

La Sindrome di Kessler in studio per il nuovo album.


La sindrome di Kessler2

Con il suo rock in italiano contaminato da grunge, melodia, noise, psichedelia e un pizzico di sperimentazione, la band romana torna in studio per dare vita al secondo disco.

Genere: indie rock / grunge / psychedelic rock

Etichetta: Auto-produzione

Distribuzione digitale: Godfellas

Distribuzione fisica: Godfellas

Streaming 

https://play.spotify.com/artist/3FfhfhLvtK2wYH9WlWoYLQ

LSDK copertina

Dopo un disco d’esordio apprezzato da critica e pubblico, La Sindrome di Kessler ritorna in studio per perfezionare il discorso lasciato in precedenza, ampliandone l’impatto, la potenza, la carica emotiva e sonora con brani suggestivi ed imprevedibili.

Ad un anno di distanza dal precedente brano In Attesa (già in anteprima su OndaRock, una delle più autorevoli webzine italiane), è prevista per la primavera 2016 la release di un nuovo singolo da traino per il tour estivo e per l’uscita del nuovo disco in autunno. Nel frattempo l’omonima fatica in studio del 2015 continua ad essere suonata nei live assieme a qualche piccola anticipazione del prossimo lavoro.

I brani composti dalla band di stanza a Roma, rigorosamente in lingua italiana, si rifanno ad un rock contaminato da grungepopnoisepsichedelia e un pizzico di sperimentazione, creando una miscela insolita e accattivante, ben riconoscibile nel suo marchio di fabbrica LSDK. La voce graffiante, potente e suadente di Antonio Buomprisco conduce questo quartetto capitolino composto da Canio Giordano (chitarra/voce/effetti), Roberto Cola (basso) e Luca Mucciolo (batteria).

Volendo riportare le parole di Stefano Capolongo (Rockambula): “…è l’inizio di qualcosa di bello, la strada giusta è stata già imboccata“.

Il primo album è acquistabile online su iTunes, Godfellas, Amazon, Mondadori, Spotify, in tutti i negozi di dischi su ordinazione e ai concerti della band.

In attesa è il titolo del videoclip del primo singolo estratto dal debut album. Il brano, prodotto con collaborazione del regista “Idio“, affronta tematiche tipicamente umane come l’incomunicabilità, il disagio, l’aspettativa e il feroce avanzare del progresso trasportandole su di un piano parallelo e controverso.

https://www.youtube.com/watch?v=wSfMfddK1nY

Tracklist

1. Fanfarlo

2. Parabola di un desiderio

3. Spiraglio

4. Direzioni

5. Condizione immune

6. La detonazione delle nuvole

7. Sinuose alterazioni

8. In attesa

9. Pensieri cercati

10. New day

Next Gigs

4 marzo @ Pipistrello pub, Potenza

5 marzo @ Wonderland Pub, Castel s. Lorenzo (SA)

6 marzo @ Country Pub, Piaggine (SA)

Past Gigs

22 gennaio 2016 @ Spazio Ebbro – Roma

2 ottobre 2015 @ Contestaccio – Roma

30 agosto @ Riverock Festival – Assisi

10 agosto @ Wonderland – Castel S. Lorenzo (SA)

16 maggio @ Init – Roma

9 maggio @ Contestaccio – Roma – Release Party

18 aprile Locanda Atlantide – Roma

Rassegna Stampa

L’inizio di qualcosa di bello, la strada giusta è stata già imboccata. Stefano Capolongo – Rockambula

Bastano poco meno di attimi per rendersi conto che si è – prima di buttarcisi dentro rapiti – sul precipizio di un disco stupendo, avaro di colori ma fradicio di bellezza maledetta. Max Sannella – Shiver Webzine

Un lavoro sincero e ben architettato. Consigliato. Vittorio Lannutti – Lascena.it

Un ottimo esordio degno del periodo d’oro degli anni 90 made in U.S.A. Karen Kowonski – Molamola

Un album denso, difficile, che richiede più ascolti, ma che lascia qualcosa, come il ritratto iperrealistico di una discarica a cielo aperto. Elisabetta Dattolo – Rockit

La presenza di soluzioni intricate e non banali è segno di grande attenzione alla composizione, messa in predominanza rispetto alla tecnica. Marcello Zinno – Rockgarage

Bio: La Sindrome di Kessler è una band che concilia il cuore pulsante di un indie rock grezzo, con una sperimentazione mai fine a se stessa. Il loro album di esordio impasta con sapienza e gusto le influenze grunge con la musica colta dando vita a brani imprevedibili e potenti, immediati nelle sonorità ma mai banali nella sostanza. Le melodie della voce “tradiscono” in senso positivo l’appartenenza meridionale della band dando alle voci una particolarità quasi “romantica” tipica della tradizione campana, rendendo i brani nelle parti cantate quasi solari, mentre i testi poetici ed interiori si spingono verso lidi più oscuri e profondi. Le parti strumentali completano il quadro di questo disco con suggestioni quasi “progressive” sempre lontane dal manierismo e motivate da un esigenza narrativa senza compromessi, rendendo i brani a volte potenti e immediati, lenti e rarefatti, o addirittura pesanti se necessario, perché se una storia va raccontata, va raccontata fino in fondo.

Contatti

https://www.facebook.com/LaSindromeDiKessler

Press Media Office

www.blobagency.com

www.facebook.com/BlobAgency

Frank Lavorino 339 6038451

L’IO presenta il suo nuovo album “Bon Ton”


L'Io3

Artista pop che racconta il ribellismo, il cantautore partenopeo presenta il suo esordio discografico: 11 storie in cui narra le nostre sventure ma ce le rende sopportabili, deride il padrone per poi, in segreto, piangere la sua sorte. 

genere: cantautorato alternativo

label: Seahorse Recordings

distribuzione: Audioglobe

Streaming: 

http://open.spotify.com/album/6doXoMNPOZ6E6ZRzF81cSl

https://liomusica.bandcamp.com/releases

iTunes: https://itunes.apple.com/it/album/bon-ton/id992863182

E’ un io collettivo quello cui si riferisce il cantautore L’IO con il suo album d’esordio BonTon. L’articolo lo determina e lo rende di tutti, perché non è mio né tuo, è nostro. Non è l’apologia dell’individualismo, è l’individuo comune. Massificato, omologato, ma stanco di esserlo. Stanchi di esserlo. Innamorati, traditi, traditori, incazzati, avviliti, divertiti, quasi coscienti. Seguiamo regole che non ci appartengono più, un’etichetta anacronistica.

Vogliamo cambiare, perché abbiamo capito che “dove stiamo andando non c’è logica”. Ci prendiamo in giro, però, perché la “leggerezza è di chi si ama ma non si sposa”. C’è del tragico in fondo a questi testi, ma sono cantati con tutto il sorriso farsesco che richiede la scena. L’IO, al secolo Flavio Ciotola, è un giullare che canta le nostre sventure, ma ce le rende sopportabili, deride il padrone per poi, in segreto, piangere la sua sorte.

Il primo singolo scelto dall’album di debutto BonTon del cantautore partenopeo è “Spiegami perché mi innamoro sempre delle troie”, sesta delle undici tracce che compongono il lavoro. L’IO racconta che il brano è stato scritto di mattina, a Roma… “mentre facevo colazione, iniziai a scrivere di getto la canzone pensando a tutte le persone che si sentono sempre vittime dell’amore…e lo sono”. Il brano è ironico, delicato e racconta l’amore non classico, ma l’amore scorretto, l’amore non morale. Il singolo è accompagnato da un video molto particolare, prodotto da Centrarti, creato e girato dalla SfiammaProduction in Plastilina con la tecnica ClayMotion:

L’IO – Spiegami perché mi innamoro sempre delle troie

https://www.youtube.com/watch?v=QGA_wtLidHw&feature=youtu.be

Seguiamo troppe regole stupide sin dalla nascita, dobbiamo fare e non fare, comportarci in una certa maniera, dobbiamo vestirci in un certo modo, è importante seguire il bon ton…Basta. Non siamo veramente noi. Io cerco di dire Stop almeno in quello che scrivo’’”

Tracklist

1. Zero

2. Quando sbagli

3. Resta poco tempo

4. Ma quanto è bello tradire

5. Ridere per vivere

6. Spiegami perché mi innamoro sempre delle troie

7. Buongiorno un cazzo

8.Vela e motore

9. Al momento sbagliato

10. Chiamo rivolta

11. Difetti perfetti

“Popscotch”, il disco d’esordio dei Driving Mrs. Satan!


La copertina di Popscotch, album di debutto dei Driving Mrs Satan

A cura di John Tag

I Driving Mrs. Satan, ovvero:

Claudia Sorvillo – Lead Vocals,

Giacomo Pedicini – Double Bass,

Ernesto Nobili – Acoustic Guitars and backing vocals,

sono un trio acustico londinese/napoletano con già all’attivo un Ep autoprodotto che ha molto incuriosito il popolo del Web. In questo EP, edito nel 2011, sono raccolti n° 4 canzoni:

– I Want Out

– Hells Bells

– Never Say Die

– Living After Midnight

cover di famosi brani Rock rispettivamente degli Helloween, AC/DC, Black Sabbath ed Iron Maiden

Quale cultore dell’immenso universo Rock e delle sue molteplici dimensioni, il mio approccio nei confronti di operazioni del genere è solitamente piuttosto dubbioso e sicuramente molto critico, vedendole, spesso, solo come mancanza di creatività da parte di chi le propone o semplice calcolo commerciale. In effetti, a mio avviso, poche sono le versioni “modificate” e “corrette” di brani Rock/Metal, considerati pietre miliari, il cui risultato può essere considerato degno di nota o, comunque, “riuscito”.

A tal proposito segnalo delle versioni molto interessanti di:

– “VooDoo Chile” del grande Jimi Hendrix, estremamente contaminata da Jazz, Funky, Rock, Bebop, realizzata da Remi Charmasson;

– “Whole Lotta Love” in versione Blues, con alla voce e all’armonica Robert Plant e alla chitarra Rainer Ptacek, purtroppo scomparso nel 1997;

una “Smoke On The Water” in stile Jazz, realizzata dal “The Cooltrane Quartet’s”.

Dopo un attento ascolto devo però dire che nelle opere dei Driving Mrs. Satan il discorso è più complesso. Le loro non sono solo semplici cover, dal momento che i brani originali vengono letteralmente de-elettrificati, scomposti e sottoposti ad una totale ristrutturazione. Il tessuto armonico viene completamente re-imbastito e ricucito su misura, tanto da creare un prodotto dal fascino particolare proprio per la sua esclusività ed unicità. La violenza e la rabbia si trasformano così in dolce malinconia, le note elettriche e distorte in melodie dal sapore Pop-Folk e rigorosamente acustiche, l’originale durezza del cantato in sensuali ed armoniose voci cristalline. Certamente in questi pezzi risalta prepotentemente il contrasto tra la crudezza dei testi e l’armonia delle musiche, la dolcezza dei suoni e delle voci.

I Driving Mrs Satan

I 4 brani presenti nell’Ep dei Driving Mrs. Satan sono un’ottima prova della professionalità di questo trio:

– I Want Out, avvolgente e dolce, scorre velocemente, creando visioni di paesaggi onirici ed incontaminati.

– Hell Bells, gradevolmente più ritmato, è il brano che forse riecheggia maggiormente la versione originale da cui è stato ispirato.

– Never Say Die, una velata malinconia avvolge una seducente ballata folk.

– Living After Midnight è solcato da una profonda maliconia, marcata in maniera eccelsa dalla bellissima voce di Claudia Sorvillo.

Il loro disco d’esordio è uscito il 7 Novembre : Popscotch”, su etichetta “Agualoca Records”e la tracklist:

– I Want Out (Helloween)

– Battery (Metallica)

– Killers (Iron Maiden)

– Caught In A Mosh (Antrax)

– Minutes To Midnight (Iron Maiden)

– Hells Bells (AC/DC)

– Can I Play With Madness (Iron Maiden)

– Never Say Die (Black Sabbath)

– Killed By Death (Motorhead)

– South Of Heaven (Slayer)

– From Out Of Nowhere (Faith No More)

Un disco che di sicuro non deluderà i già tanti estimatori dei Driving Mrs. Satane che, spero, potrà essere apprezzato da chi ancora non ha avuto modo di ascoltarli. Un lavoro che consiglio anche ai “puristi” della musica rock i quali, certamente, sapranno cogliere il grande amore, la grande passione ed il grande sforzo che Claudia Sorvillo, Giacomo Pedicini ed Ernesto Nobili infondono in ogni loro creazione.

http://drivingmrssatan.com/

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The Playmore: esce il primo singolo ” Things “


A cura di Chiara Callegari

Quattro ragazzi con un’immensa voglia di farsi sentire, si presentano al pubblico con il loro primo singolo “Things” estratto dall’album “Pump Rock”, fatica nata nel 2012 dopo un lungo apprendistato. Spregiudicati ma volenterosi di riportare un po’d’ordine nella musica, il progetto The Playmore nasce da un’incontrollata esigenza di sedurre la folla. 

Il loro principale obiettivo? Suonare! Suonare il più possibile, senza tregua, per liberare tutto il loro potenziale creativo e riuscire a trasmettere a chi li ascolta, quella forte empatia che possiedono nei confronti della musica. Dopo un periodo in cui alternavano concerti a sessioni in studio, ora dedicheranno un po’ di tempo alla promozione di questo nuovo singolo con un lungo tour di interviste. Già ben avviati nel web, il loro nuovo pezzo infatti è già in rotazione nelle web radio e nelle network radio italiane, seguito anche dall’uscita del video. La loro musica abbraccia sonorità rockeggianti, reminescenze di gruppi che negli anni zero hanno sconvolto l’intero panorama musicale. “Things”, grazie ad un groove di basso accompagnato da una voce morbida ma allo stesso tempo decisa e da un riff di chitarra sfrontato, è un pezzo che trasuda voglia di ballare e trasmette le meglio vibrazioni; le sonorità rock sposano quelle dance per dare vita ad un pezzo orchestrato magistralmente. “Things” però è anche un brano che non lascia di certo nascosto il suo lato più profondo, infatti il testo porta al centro quell’egoismo che quotidianamente il mondo è costretto a respirare.

Nonostante questi quattro ragazzi napoletani abbiano personalità completamente diverse fra loro, riescono comunque ad instaurare una particolare sintonia, suggellata da un’energia e freschezza che abilmente sanno dosare in ciò che fanno. E poi, poco ci vuole a capire che a questi ragazzi il sole scorre nelle vene, e questa cos’è, se non una garanzia?! Stay Tuned

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Il sound ipnotico dei Mothernoia


A cura di Roberto Ivaldi

Ascoltare musica non è una cosa per tutti. Significa entrare in una nuova dimensione, aprirsi una strada verso il nulla, per giungere alla completezza delle nostre sensazioni. Percorrere chilometri di pensieri e di ricordi, celebrare il silenzio tra un brano e l’altro mentre si attende di ripartire fino al prossimo stop. A volte si è obbligati a sentire in cuffia inutili motivetti che si fatica a definire musica, perché sono artificiali, senza anima. Non si sente lo spirito, il sudore del lavoro, la passione. E’ solo una gabbia che ci rende sterili, senza idee, senza personalità. Per fortuna, da qualche parte esiste un mondo diverso, che unisce chi fa musica, e chi ascolta. Vi porto a scoprire questo mondo, così vicino, così lontano.

I Mothernoia si formano nel 2010 nella provincia di Napoli, e nel 2011 iniziano a proporre la loro musica, che definiscono “post grunge melodico di stampo moderno con leggere venature dissonanti”. Il loro nome deriva dall’unione di tre parole: mother, modèrno e noia. Da Settembre 2011 ad Aprile 2012 si esibiscono mensilmente nel programma “RockIt” di Umberto Fiordispino su “Julie TV”. Ad Agosto 2012, dopo alcune variazioni di line up, entrano in studio per realizzare quello che sarà il loro primo EP, dal nome “Mothernoia”, presso Antipop con la coproduzione di Maddalena Bellini (Nameless Crime). La line up attuale è composta da Davide Fico (Voce, Chitarra), Angelo Cicatiello (Backing Vocals, Chitarra, Synth), e Giuseppe Moscato (Batteria).

Questo EP è composto da 5 brani, tutti legati da un filo di malinconia e aggressività. Un sound che nasce come graffiante e senza compromessi, ma che rivela una fortissima introspezione ed esalta le emozioni più intime, come in “Elide”, dove viene descritta una situazione tagliente e brutale, dove le chitarre implodono in una rabbia tecnica che sembra soffocare la fragilità del testo, in cui la chiave dell’acronimo “l.e.i.” va a fare da trait d’union con tutti gli altri brani, tra cui uno intitolato appunto “L.e.i.”, dove troviamo un sound più distaccato e di grande impatto emotivo, quasi come volere creare una cornice di forte interdipendenza fra i due brani, dove il testo racconta di una lotta tra una libertà negata ed una schiavitù che azzera i desideri, ma di cui non si può fare a meno. La parte strumentale è un aspro e a tratti dinamico grunge che ne enfatizza il testo. “Overdose da Jennifer” è un pezzo dal testo cinico, dove la voce del cantante assume un colore sadico e rude, con sfumature growl che si accompagnano ad un arrangiamento furioso e prepotente.

“Il non ritorno” sfrutta delle sezioni musicali più varie, con un valido virtuosismo della chitarra che offre una dinamica molto spinta al pezzo, nonostante la grande malinconia espressa nel testo, creando sensazioni confuse di un passato reso etereo da rassegnazione e amore. In “Senza Risposte” c’ è un messaggio di ribellione molto forte. E’ evidente la riflessione su chi si sente allo stesso tempo succube e assuefatto da questo mondo, su una vita fatta di desideri artificiali e di un’umanità sterile e senza significato. Una visione esterna e mistica, cantata con abilità da una voce che cerca disperatamente una via d’uscita. Anche l’arrangiamento si distingue tra brevi assoli di notevole valore tecnico e attimi di accompagnamento quasi impotente di fronte alla crudeltà di un testo, in cui è difficile non notare il triste scenario della nostra attualità. Tutti i testi sono molto coinvolgenti e possono risultare complessi ad un primo ascolto, ma sono ricchi di emotività ed esprimono un amore cupo, ma potentissimo.

Le atmosfere gelide e di grande energia della parte strumentale sono sicuramente pregevoli e oltre ad un effetto compositivo molto convincente, si notano alcuni spunti di abilità utili ad impreziosire questo lavoro. La vocalità del cantante è molto espressiva e tecnicamente preparata, belle le sfumature nei passaggi. La produzione è curata e impeccabile.

In conclusione, con questo EP i “Mothernoia” si rivelano un’affascinante progetto musicale, grazie ad un lavoro davvero valido e di grande capacità artistica che riesce, con il suo sound ipnotico,a catturare l’ascoltatore tra melodie malinconiche e sferzate di potenza grunge. Il tempo sembra fermarsi nel viaggio tra le 5 tracce del trio campano, per poi ripartire improvvisamente concentrando una serie di turbamenti e passioni davvero stimolanti. Al momento il gruppo sta lavorando su nuovo materiale, e viste le premesse, i “Mothernoia” si preparano a stupirci e ipnotizzarci ancora, ancora, e ancora.

http://www.facebook.com/pages/Mothernoia/169544506439329

http://www.youtube.com/user/Mothernoia

“Exordium” – Ephesar: il metal partenopeo dalle due anime


band napoli ephesar

Siete amanti del progressive metal ma non disdegnate sonorità melodiche e una bella voce delicata e femminile? I partenopei Ephesar potrebbero fare al caso vostro.

By Esserrenne 

Nata nel 2005 la band ospita musicisti con una formazione accademica alle spalle che sa sia picchiare duro travolgendo le vostre orecchie sia produrre degli arrangiamenti ben articolati, quasi orchestrali, che richiamano vagamente lo stile Dream Theater. Il cantato è affidato al timbro acuto ed elegante di Aurora Rosa Savinelli, che raggiunge con facilità note alte e sa trattarle con garbo, senza urlarle o caricarle di troppa enfasi; ci pensano Fabrizio e Adriano Flocco e Fulvio Petti (rispettivamente chitarra, batteria e basso) a sottolineare i testi dando loro la massima potenza, mentre Federico Matrusciano (tastiera) amalgama le asprezze della parte strumentale con il candore del canto. Pluripremiati e selezionati per la colonna sonora della web series fantasy italiana “Legends“ grazie al brano “Custode delle Ombre”, gli Ephesar sono sicuramente adatti agli amanti del metal stile Nightwish ma anche non troppo lontani da un target giovane genericamente interessato al rock. Un gruppo strutturalmente simile come gli Evanescence, ad esempio, ha riscosso un successo che si potrebbe definire trasversale per almeno due motivi: la buona qualità della musica e le caratteristiche vocali della sua “frontwoman”, apparentemente così in contrasto con il sound globale ma in realtà complementare ad esso, fondamentale per renderlo unico. Tornando agli Ephesar, In “Exordium”, riproposizione in italiano del loro primo album “Keep it real”, le tracce più delicate sono “Sognando il Tempo”, la brevissima “Notte” (entrambe strumentali) e “Tutto Tace”, in cui dallo stile canoro sembra di tanto in tanto trasparire un background riconducibile alla tradizione melodica napoletana; i più potenti “Ordine illusorio”, “Passi, Mani, Calore” e “Respiro Pietra” mentre gli arrangiamenti di “Labirinto”, soprattutto per quanto riguarda la chitarra, richiamano molto i Dream Theater. “Custode delle Ombre” è sicuramente la punta di diamante, l’equilibrio perfetto tra parole e musica, con pause e brusche virate sonore. Interessante anche “Il Prezzo della Vendetta”, continuamente in bilico tra tastiera e chitarra classica da un lato e batteria, basso e chitarra elettrica dall’altro; segno che nella band convivono felicemente due anime che, se ben miscelate, sanno dar vita a pezzi camaleontici, mai monotoni, resi ancora più particolari dalla scelta non usuale per il genere metal di cantare in italiano: una scelta che finora ha ripagato gli Ephesar con esibizioni live e partecipazioni a diverse manifestazioni musicali (sempre su invito, ci tengono a precisare; trovate la lista nella loro bio ed è una lista piuttosto lunga). Invitateli nella vostra playlist, sapranno come restarci. Esserrenne 

campania band metal

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