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“Popscotch”, il disco d’esordio dei Driving Mrs. Satan!


La copertina di Popscotch, album di debutto dei Driving Mrs Satan

A cura di John Tag

I Driving Mrs. Satan, ovvero:

Claudia Sorvillo – Lead Vocals,

Giacomo Pedicini – Double Bass,

Ernesto Nobili – Acoustic Guitars and backing vocals,

sono un trio acustico londinese/napoletano con già all’attivo un Ep autoprodotto che ha molto incuriosito il popolo del Web. In questo EP, edito nel 2011, sono raccolti n° 4 canzoni:

– I Want Out

– Hells Bells

– Never Say Die

– Living After Midnight

cover di famosi brani Rock rispettivamente degli Helloween, AC/DC, Black Sabbath ed Iron Maiden

Quale cultore dell’immenso universo Rock e delle sue molteplici dimensioni, il mio approccio nei confronti di operazioni del genere è solitamente piuttosto dubbioso e sicuramente molto critico, vedendole, spesso, solo come mancanza di creatività da parte di chi le propone o semplice calcolo commerciale. In effetti, a mio avviso, poche sono le versioni “modificate” e “corrette” di brani Rock/Metal, considerati pietre miliari, il cui risultato può essere considerato degno di nota o, comunque, “riuscito”.

A tal proposito segnalo delle versioni molto interessanti di:

– “VooDoo Chile” del grande Jimi Hendrix, estremamente contaminata da Jazz, Funky, Rock, Bebop, realizzata da Remi Charmasson;

– “Whole Lotta Love” in versione Blues, con alla voce e all’armonica Robert Plant e alla chitarra Rainer Ptacek, purtroppo scomparso nel 1997;

una “Smoke On The Water” in stile Jazz, realizzata dal “The Cooltrane Quartet’s”.

Dopo un attento ascolto devo però dire che nelle opere dei Driving Mrs. Satan il discorso è più complesso. Le loro non sono solo semplici cover, dal momento che i brani originali vengono letteralmente de-elettrificati, scomposti e sottoposti ad una totale ristrutturazione. Il tessuto armonico viene completamente re-imbastito e ricucito su misura, tanto da creare un prodotto dal fascino particolare proprio per la sua esclusività ed unicità. La violenza e la rabbia si trasformano così in dolce malinconia, le note elettriche e distorte in melodie dal sapore Pop-Folk e rigorosamente acustiche, l’originale durezza del cantato in sensuali ed armoniose voci cristalline. Certamente in questi pezzi risalta prepotentemente il contrasto tra la crudezza dei testi e l’armonia delle musiche, la dolcezza dei suoni e delle voci.

I Driving Mrs Satan

I 4 brani presenti nell’Ep dei Driving Mrs. Satan sono un’ottima prova della professionalità di questo trio:

– I Want Out, avvolgente e dolce, scorre velocemente, creando visioni di paesaggi onirici ed incontaminati.

– Hell Bells, gradevolmente più ritmato, è il brano che forse riecheggia maggiormente la versione originale da cui è stato ispirato.

– Never Say Die, una velata malinconia avvolge una seducente ballata folk.

– Living After Midnight è solcato da una profonda maliconia, marcata in maniera eccelsa dalla bellissima voce di Claudia Sorvillo.

Il loro disco d’esordio è uscito il 7 Novembre : Popscotch”, su etichetta “Agualoca Records”e la tracklist:

– I Want Out (Helloween)

– Battery (Metallica)

– Killers (Iron Maiden)

– Caught In A Mosh (Antrax)

– Minutes To Midnight (Iron Maiden)

– Hells Bells (AC/DC)

– Can I Play With Madness (Iron Maiden)

– Never Say Die (Black Sabbath)

– Killed By Death (Motorhead)

– South Of Heaven (Slayer)

– From Out Of Nowhere (Faith No More)

Un disco che di sicuro non deluderà i già tanti estimatori dei Driving Mrs. Satane che, spero, potrà essere apprezzato da chi ancora non ha avuto modo di ascoltarli. Un lavoro che consiglio anche ai “puristi” della musica rock i quali, certamente, sapranno cogliere il grande amore, la grande passione ed il grande sforzo che Claudia Sorvillo, Giacomo Pedicini ed Ernesto Nobili infondono in ogni loro creazione.

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The Playmore: esce il primo singolo ” Things “


A cura di Chiara Callegari

Quattro ragazzi con un’immensa voglia di farsi sentire, si presentano al pubblico con il loro primo singolo “Things” estratto dall’album “Pump Rock”, fatica nata nel 2012 dopo un lungo apprendistato. Spregiudicati ma volenterosi di riportare un po’d’ordine nella musica, il progetto The Playmore nasce da un’incontrollata esigenza di sedurre la folla. 

Il loro principale obiettivo? Suonare! Suonare il più possibile, senza tregua, per liberare tutto il loro potenziale creativo e riuscire a trasmettere a chi li ascolta, quella forte empatia che possiedono nei confronti della musica. Dopo un periodo in cui alternavano concerti a sessioni in studio, ora dedicheranno un po’ di tempo alla promozione di questo nuovo singolo con un lungo tour di interviste. Già ben avviati nel web, il loro nuovo pezzo infatti è già in rotazione nelle web radio e nelle network radio italiane, seguito anche dall’uscita del video. La loro musica abbraccia sonorità rockeggianti, reminescenze di gruppi che negli anni zero hanno sconvolto l’intero panorama musicale. “Things”, grazie ad un groove di basso accompagnato da una voce morbida ma allo stesso tempo decisa e da un riff di chitarra sfrontato, è un pezzo che trasuda voglia di ballare e trasmette le meglio vibrazioni; le sonorità rock sposano quelle dance per dare vita ad un pezzo orchestrato magistralmente. “Things” però è anche un brano che non lascia di certo nascosto il suo lato più profondo, infatti il testo porta al centro quell’egoismo che quotidianamente il mondo è costretto a respirare.

Nonostante questi quattro ragazzi napoletani abbiano personalità completamente diverse fra loro, riescono comunque ad instaurare una particolare sintonia, suggellata da un’energia e freschezza che abilmente sanno dosare in ciò che fanno. E poi, poco ci vuole a capire che a questi ragazzi il sole scorre nelle vene, e questa cos’è, se non una garanzia?! Stay Tuned

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Il sound ipnotico dei Mothernoia


A cura di Roberto Ivaldi

Ascoltare musica non è una cosa per tutti. Significa entrare in una nuova dimensione, aprirsi una strada verso il nulla, per giungere alla completezza delle nostre sensazioni. Percorrere chilometri di pensieri e di ricordi, celebrare il silenzio tra un brano e l’altro mentre si attende di ripartire fino al prossimo stop. A volte si è obbligati a sentire in cuffia inutili motivetti che si fatica a definire musica, perché sono artificiali, senza anima. Non si sente lo spirito, il sudore del lavoro, la passione. E’ solo una gabbia che ci rende sterili, senza idee, senza personalità. Per fortuna, da qualche parte esiste un mondo diverso, che unisce chi fa musica, e chi ascolta. Vi porto a scoprire questo mondo, così vicino, così lontano.

I Mothernoia si formano nel 2010 nella provincia di Napoli, e nel 2011 iniziano a proporre la loro musica, che definiscono “post grunge melodico di stampo moderno con leggere venature dissonanti”. Il loro nome deriva dall’unione di tre parole: mother, modèrno e noia. Da Settembre 2011 ad Aprile 2012 si esibiscono mensilmente nel programma “RockIt” di Umberto Fiordispino su “Julie TV”. Ad Agosto 2012, dopo alcune variazioni di line up, entrano in studio per realizzare quello che sarà il loro primo EP, dal nome “Mothernoia”, presso Antipop con la coproduzione di Maddalena Bellini (Nameless Crime). La line up attuale è composta da Davide Fico (Voce, Chitarra), Angelo Cicatiello (Backing Vocals, Chitarra, Synth), e Giuseppe Moscato (Batteria).

Questo EP è composto da 5 brani, tutti legati da un filo di malinconia e aggressività. Un sound che nasce come graffiante e senza compromessi, ma che rivela una fortissima introspezione ed esalta le emozioni più intime, come in “Elide”, dove viene descritta una situazione tagliente e brutale, dove le chitarre implodono in una rabbia tecnica che sembra soffocare la fragilità del testo, in cui la chiave dell’acronimo “l.e.i.” va a fare da trait d’union con tutti gli altri brani, tra cui uno intitolato appunto “L.e.i.”, dove troviamo un sound più distaccato e di grande impatto emotivo, quasi come volere creare una cornice di forte interdipendenza fra i due brani, dove il testo racconta di una lotta tra una libertà negata ed una schiavitù che azzera i desideri, ma di cui non si può fare a meno. La parte strumentale è un aspro e a tratti dinamico grunge che ne enfatizza il testo. “Overdose da Jennifer” è un pezzo dal testo cinico, dove la voce del cantante assume un colore sadico e rude, con sfumature growl che si accompagnano ad un arrangiamento furioso e prepotente.

“Il non ritorno” sfrutta delle sezioni musicali più varie, con un valido virtuosismo della chitarra che offre una dinamica molto spinta al pezzo, nonostante la grande malinconia espressa nel testo, creando sensazioni confuse di un passato reso etereo da rassegnazione e amore. In “Senza Risposte” c’ è un messaggio di ribellione molto forte. E’ evidente la riflessione su chi si sente allo stesso tempo succube e assuefatto da questo mondo, su una vita fatta di desideri artificiali e di un’umanità sterile e senza significato. Una visione esterna e mistica, cantata con abilità da una voce che cerca disperatamente una via d’uscita. Anche l’arrangiamento si distingue tra brevi assoli di notevole valore tecnico e attimi di accompagnamento quasi impotente di fronte alla crudeltà di un testo, in cui è difficile non notare il triste scenario della nostra attualità. Tutti i testi sono molto coinvolgenti e possono risultare complessi ad un primo ascolto, ma sono ricchi di emotività ed esprimono un amore cupo, ma potentissimo.

Le atmosfere gelide e di grande energia della parte strumentale sono sicuramente pregevoli e oltre ad un effetto compositivo molto convincente, si notano alcuni spunti di abilità utili ad impreziosire questo lavoro. La vocalità del cantante è molto espressiva e tecnicamente preparata, belle le sfumature nei passaggi. La produzione è curata e impeccabile.

In conclusione, con questo EP i “Mothernoia” si rivelano un’affascinante progetto musicale, grazie ad un lavoro davvero valido e di grande capacità artistica che riesce, con il suo sound ipnotico,a catturare l’ascoltatore tra melodie malinconiche e sferzate di potenza grunge. Il tempo sembra fermarsi nel viaggio tra le 5 tracce del trio campano, per poi ripartire improvvisamente concentrando una serie di turbamenti e passioni davvero stimolanti. Al momento il gruppo sta lavorando su nuovo materiale, e viste le premesse, i “Mothernoia” si preparano a stupirci e ipnotizzarci ancora, ancora, e ancora.

http://www.facebook.com/pages/Mothernoia/169544506439329

http://www.youtube.com/user/Mothernoia

“Exordium” – Ephesar: il metal partenopeo dalle due anime


band napoli ephesar

Siete amanti del progressive metal ma non disdegnate sonorità melodiche e una bella voce delicata e femminile? I partenopei Ephesar potrebbero fare al caso vostro.

By Esserrenne 

Nata nel 2005 la band ospita musicisti con una formazione accademica alle spalle che sa sia picchiare duro travolgendo le vostre orecchie sia produrre degli arrangiamenti ben articolati, quasi orchestrali, che richiamano vagamente lo stile Dream Theater. Il cantato è affidato al timbro acuto ed elegante di Aurora Rosa Savinelli, che raggiunge con facilità note alte e sa trattarle con garbo, senza urlarle o caricarle di troppa enfasi; ci pensano Fabrizio e Adriano Flocco e Fulvio Petti (rispettivamente chitarra, batteria e basso) a sottolineare i testi dando loro la massima potenza, mentre Federico Matrusciano (tastiera) amalgama le asprezze della parte strumentale con il candore del canto. Pluripremiati e selezionati per la colonna sonora della web series fantasy italiana “Legends“ grazie al brano “Custode delle Ombre”, gli Ephesar sono sicuramente adatti agli amanti del metal stile Nightwish ma anche non troppo lontani da un target giovane genericamente interessato al rock. Un gruppo strutturalmente simile come gli Evanescence, ad esempio, ha riscosso un successo che si potrebbe definire trasversale per almeno due motivi: la buona qualità della musica e le caratteristiche vocali della sua “frontwoman”, apparentemente così in contrasto con il sound globale ma in realtà complementare ad esso, fondamentale per renderlo unico. Tornando agli Ephesar, In “Exordium”, riproposizione in italiano del loro primo album “Keep it real”, le tracce più delicate sono “Sognando il Tempo”, la brevissima “Notte” (entrambe strumentali) e “Tutto Tace”, in cui dallo stile canoro sembra di tanto in tanto trasparire un background riconducibile alla tradizione melodica napoletana; i più potenti “Ordine illusorio”, “Passi, Mani, Calore” e “Respiro Pietra” mentre gli arrangiamenti di “Labirinto”, soprattutto per quanto riguarda la chitarra, richiamano molto i Dream Theater. “Custode delle Ombre” è sicuramente la punta di diamante, l’equilibrio perfetto tra parole e musica, con pause e brusche virate sonore. Interessante anche “Il Prezzo della Vendetta”, continuamente in bilico tra tastiera e chitarra classica da un lato e batteria, basso e chitarra elettrica dall’altro; segno che nella band convivono felicemente due anime che, se ben miscelate, sanno dar vita a pezzi camaleontici, mai monotoni, resi ancora più particolari dalla scelta non usuale per il genere metal di cantare in italiano: una scelta che finora ha ripagato gli Ephesar con esibizioni live e partecipazioni a diverse manifestazioni musicali (sempre su invito, ci tengono a precisare; trovate la lista nella loro bio ed è una lista piuttosto lunga). Invitateli nella vostra playlist, sapranno come restarci. Esserrenne 

campania band metal

Brand New Start – una nuova alba rock


Brand New Start Band

I napoletani e giovanissimi Brand New Start nascono dalle ceneri di numerosi progetti e formazioni partenopee dai quali sono reduci i tre membri fondatori del gruppo: Lello Scognamiglio alla chitarra, Filippo Di Domenico al basso e Alessio Vitale, anche lui alla chitarra. Si aggiungono in ordine cronologico: Alberto Emrick alla batteria e Nico Di Razza alla voce. Dall’inserimento dei nuovi membri, il sound della band si modifica e arriva al livello attuale. In attività da qualche mese, a Dicembre 2012 hanno partecipato al loro primo contest con la nuova formazione, lo “Smoking Music Live Contest” alla Brasserie di Napoli, locale noto per dare spazio ad iniziative del genere, arrivando tra i primi quattro ed in cui hanno potuto presentare il loro primo EP omonimo registrato nell’autunno scorso. L’EP, composto da sei brani cantati tutti in inglese, è concepito da un rock di stampo moderno che strizza l’occhio (e l’orecchio) ai gruppi d’oltreoceano. Soprattutto in pezzi come “Bless the Animals” e “You”. Spicca su tutte “Restless”, una canzone che a tratti ricorda i primi Iron Maiden; gli echi distorti delle due chitarre che s’intrecciano regalando degli ottimi riff soprattutto nell’introduzione strumentale, la voce aggressiva e quasi sofferente del cantante, accompagnata da una sezione ritmica composta da vari cambi, danno a questa traccia un qualcosa di diverso rispetto alle altre, connotandolo come il brano più originale dell’EP. Completano l’EP stesso “Reap The Grain”, “Burning Memories” e “Over The City”, quest’ultima una ballad malinconica e struggente, con un assolo tirato, forse a tratti troppo lungo. Le influenze di gruppi come Staind, Incubus e parte della scena rock anni 90/2000 probabilmente si fanno sentire a tratti troppo, ciò nonostante il primo lavoro dei Brand New Start è da segnalare per dei buoni testi e un sound giovane, in cui traspare la voglia di emergere in uno scenario, quello napoletano,più di matrice rock/folk.  By Gennaro Guariniello

https://www.facebook.com/pages/Brand-New-Start/145117182262215?fref=ts

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Gianluca Di Bonito – rocker sognatore


 
Gianluca Di Bonito

Gianluca Di Bonito

 Gianluca Di Bonito chitarrista cantante e tastierista, nasce musicalmente negli anni 90 militando in varie band, Saveoursoul, Dianira e Orange su tutti. Il suo primo album da solista esce nel 2009 e s’intitolata IPeSS – 1, album con testi decisi, molto elettronico senza dimenticare mai la sua origine, quella del rock anni 80. Il disco è impreziosito da una cover dei Litfiba (Tziganata), versione malinconica e minimalista del gruppo fiorentino. Su tutte spicca “Hero-Shima” vera e propria canzone Manifesto del primo disco, anche se saranno i brani Abitudini e Cambio Stile che lo faranno conoscere in tutto il territorio campano. Segue 2010 IpeSS-2, album anticipato dal singoloCazzi Miei”, secondo lavoro della trilogia concept che narra le disavventure di un fantomatico personaggio chiamato Dead Boy dal titolo “Inganni, Piaceri e Storie Sospese”, e, in occasione della pubblicazione del terzo ed ultimo capitolo, l’intera trilogia rimane in download gratuito per alcuni mesi. Nell’autunno del 2012 viene pubblicato il singolo “Questa è Casa Mia” dedicato alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Acciaroli il quale sulla cui morte grava il sospetto di un omicidio di matrice camorristica. Una sirena sintetizzata stile anni ’80 e un basso come moto perpetuo accompagnano la prima parte del brano, dal ritmo new wave con retrogusto di denuncia sociale e chitarre distorte. Gianluca Di Bonito “entra” nel brano con una voce non particolarmente potente ma presente e in linea con il testo. Il secondo pezzo è “Domani Si Vedrà”, brano riarrangiato, dal ritmo altalenante con un testo che è il tratto distintivo della prima parte della sua carriera: “mi giro intorno e ci sto male davvero bisognerebbe fare tutto da capo, ricominciare proprio tutto da zero, qui non possiamo fare finta di niente”.A Novembre esce il nuovo singolo “Disarmato”, il chitarrista-cantante è accompagnato come sempre da Riccardo Rossi al basso e Massimo Amitrano alla batteria. Il brano è una presa di coscienza e un grido di aiuto contro la mala-politica che da anni ormai non fa altro che lobotomizzarci e renderci incapaci di reagire. B-sides del singolo è “La Realtà Che Mi Circonda”, pezzo post-punk sulla sopravvivenza italiana, “remake” di Fertile tratto dal disco IpeSS-2. In quest’ultimo lavoro dell’artista le strofe sono diventate più intense e lo stile assume i toni di un rock più genuino, ma una cosa rimane intatta: la denuncia sociale e l’indolenza nei confronti di certi poteri “forti”.   
By Gennaro Guariniello

 

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